Sogno una vita all’estero

Il blog sulla vita a Edimburgo

Collina con prato, case e tramonto sullo sfondo per trasferirsi all'estero

Trasferirsi all’estero: la mia vita a Edimburgo

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Trasferirsi all’estero è, probabilmente, una delle esperienze più difficili e al contempo affascinanti che tu possa regalare a te stessə.

Oggi vorrei raccontare la mia storia a te che stai per prendere questa decisione: mollo tutto e vado all’estero?

Ma anche a te, che lo hai già fatto una volta e magari vorresti rifarlo.

Perché all’estero si cambia?

Con lo scorrere della vita tutti evolviamo, in un modo o nell’altro. Ma trasferirsi all’estero rende questo processo più rapido e rivoluzionario per due motivi:

  1. Comporta sfide (cambiare casa, lavoro, amici, abitudini, lingua…) che in Italia potresti vivere nell’arco di 10-20 anni e che, all’estero, vivi in meno di un anno.
  2. Ti mette in una condizione di vita così diversa che non hai scelta se non adattarti, ascoltarti e conoscerti. Oppure tornare a vivere in Italia.

Hai mille domande e ti stai facendo mille scenari in testa? È normale.

Leggere la storia di qualcuno che ce l’ha fatta a trasferirsi all’estero, circondarti di energie buone e pensare positivo, possono rivelarsi potenti alleati per te in questo momento.

Dall’Italia a Edimburgo: com’è iniziata la mia esperienza all’estero

Mi chiamo Camilla e sono nata e cresciuta cittadina ligure. Durante l’università già sapevo dov’era il mio futuro conseguita la laurea: NON IN ITALIA.

Perché ho scelto la Scozia?

Forse perché è stata la destinazione del mio primo viaggio in aereo. A 8 anni, quando sono andata a trovare i miei cugini che vivevano lì. Poi ho conosciuto persone scozzesi che mi hanno sicuramente influenzata. Sono tornata nel 2017 e nel 2018.

Avevo capito che dovevo vivere lì quando, sul tram verso l’aeroporto, non riuscivo a far pace con l’idea di andarmene.

Ho aspettato giusto la laurea per partire con una valigia più alta di me e rotta e un biglietto di sola andata.

Mi sono sistemata per 15 giorni a casa di una ragazza italiana. In quei giorni ho cercato lavoro e mi sono informata su tutto ciò che dovevo fare per prendere la residenza. Tra cui, fondamentale, l‘iscrizione all’AIRE.

Giravo la città consegnando il CV e chiedendomi se qualcuno lo avrebbe mai letto. Ero impaziente di iniziare a lavorare.

La ricerca della casa

Pensavo che la cosa più difficile sarebbe stata trovare lavoro, e mi sbagliavo.

10 giorni che ero arrivata ed ero già in crisi. Stavo pensando di andarmene, che non ce l’avrei fatta.

Edimburgo è una piccola città, ma molto gettonata. In alcuni periodi dell’anno trovare casa può essere un vero terno al lotto.

L’unica certezza che avevo era che il 10 novembre avrei dovuto lasciare quella stanza.

Ho iniziato fin da subito a spulciare tra gli annunci online e a contattare i proprietari.

Oltre all’alta concorrenza di chi cercava come me, io ero un problema perché non avevo ancora un lavoro

Ricordo la paura di quei giorni: ero all’estero, mi sentivo sola al mondo, le cose non stavano procedendo come sperato e non sapevo cosa fare.

Dove sarei andata dopo il 10 novembre? Perché nessunə inquilinə mi aveva accettata?

Oggi sorrido a pensarci. Ma avevo solo 22 anni e venivo da una realtà ben diversa.

Le porte si aprono a Edimburgo

Il primo lavoro era come receptionist in un hotel rinomato, nel centro di Edimburgo.

Dopo aver vissuto, per un breve periodo, in una casa senza acqua calda, riscaldamento, con un topolino in camera e mille altri malfunzionamenti avevo, finalmente, trovato una stanza decente.

Il tempo volava mentre lavoravo, creavo legami con i colleghi e con i miei coinquilini.

Nei due giorni di riposo, sbrigavo commissioni, visitavo la città. Spesso, a fine turno, andavo nei pub con gli amici, andavamo a ballare.

I primi stipendi, il primo rientro in Italia, le prime vacanze con gli amici.

Tuttavia, il lavoro aveva cominciato a pesare. La prima crisi lavorativa è arrivata proprio quando ho deciso di licenziarmi.

Cercare lavoro a Edimburgo può essere un’impresa, specialmente se sei giovane e hai poca esperienza. Ottenere un lavoro da ufficio con orari decenti (e weekend a casa) sembrava impossibile. Tutti volevano quel tipo di lavoro. Perché assumere proprio me?

La vagonata di no che ricevevo ogni giorno era scoraggiante.

Dopo mesi di ricerca, mi avevano contattata per un lavoro in un ufficio, sempre in ambito turistico. Sprizzavo di gioia. Ce l’avevo fatta! Quel lavoro era stata un’enorme evoluzione per me. Così come quello successivo, nella banca più ricca del mondo.

Grazie a questi impieghi avevo imparato una miriade di cose nuove e conosciuto persone provenienti da ogni parte del mondo.

La lingua inglese

Citazione di Kofi Annan sulla razza umana, per trasferirsi all'estero

La lingua inglese mi ha sempre affascinata. Oltre ha studiarlo a scuola, ho letto libri e guardato film e serie tv in inglese per anni.

Andare a vivere in UK ha comunque comportato delle difficoltà nella comunicazione, specialmente all’inizio.

L’accento scozzese all’inizio può risultare difficile da capire.

Tuttavia, gli abitanti di Edimburgo provengono da contesti ed esperienze diverse, che hanno reso il loro accento più soft rispetto ad altre parti della Scozia.

Inoltre, lavorare assieme a persone di varie culture aveva i suoi vantaggi: tutti parlavano inglese commettendo errori o storpiandolo con il loro accento d’origine. E mi sentivo più a mio agio.

Con il tempo avevo trovato una mia modalità di parlare inglese che mi permettesse di dire ciò che desideravo anche se non conoscevo tutti i termini.

Essendo la lingua inglese strutturalmente semplice, per riuscirla a parlare fluentemente, bisogna pensare in inglese. Se pensi in italiano e traduci in inglese rischia di uscire un bel pastrocchio.

Oggi per me è naturale pensare, parlare o addirittura sognare in inglese. Infatti, il mio italiano è spesso sporcato con parole inglesi perché lo trovo, per certi versi, più diretto. Mentre l’italiano è più poetico.

Lockdown e salute

Il lockdown in Scozia non è stato così terribile.

Non mi riferisco alla tragicità del virus e alle sue conseguenze, ma al terrorismo mediatico e alle varie restrizioni che, in altri Paesi, hanno fatto vivere un presente pieno di proibizioni.

In Scozia eravamo liberi di uscire a fare passeggiate o commissioni. Inoltre il clima a Edimburgo è stato clemente: primavere lunghe e soleggiate ed estati davvero calde!

Poco dopo l’avvento del Covid ho avuto un problemino di salute che mi ha fatto vivere esperienze spiacevoli con il sistema sanitario scozzese.

Lì ho scoperto che il fatto che la sanità pubblica in Scozia sia gratis comporta vari problemi. Questo perché il medico della mutua è incredibilmente restio a far prescrizioni (per visite specialistiche) che vadano oltre ai classici farmaci da banco. Senza un’assicurazione privata (che poi ho fatto), i costi per le visite private sono insostenibili.

Purtroppo l’ho imparato a spese della mia salute, ma è comunque stata una lezione di cui ho fatto grande tesoro.

A-rrivederci Edimburgo

scott monument con il tramonto dietro e gente per strada a Edimburgo

Dopo alcuni anni ho cominciato a manifestare il desiderio di vivere in un altro posto.

Sentivo che rimanere a Edimburgo, per quanto comfort zone, poteva precludermi altre esperienze di vita. E non volevo che ciò accadesse.

Per un BREVISSIMO periodo ho considerato l’Italia. Ma la mentalità, la situazione lavorativa, gli scambi culturali e linguistici ai quali ero abituata non li potevo sacrificare per tornare nel Bel Paese.

A 22 anni puoi solo credere di conoscerti. Ami il freddo o preferisci il caldo? Vivresti meglio lo stile di vita dei Paesi nordici, oppure quello della vita lenta del sud Europa? Dove finisce quello che i tuoi amici/parenti si aspettano da te e dove inizi tu?

A Edimburgo avevo conosciuto un lato di me, e ora volevo conoscere l’altra parte. Quella che vive una vita diversa, circondata da un altro clima, cultura, cibo e paesaggi.

La verità è che, se non si prendono le giuste distanze, alcune cose sono difficili da scoprire. Per crescere bisogna mettere spazio. Allontanarsi per riavvicinarsi. Diventare un estraneə tra tanti, per tornare a sé.

Così ho deciso di allontanarmi da Edimburgo per un periodo. Non so quanto durerà, ma so che Edimburgo sarà sempre casa, il posto dove tornare quando sarà il momento.

Quindi sì, sono andata via da Edimburgo perché desideravo vivere una nuova me.

Conclusioni

Per me è stato più difficile lasciare Edimburgo che l’Italia.

A volte, ci vuole una condizione di disperazione che metta in crisi la propria vita, o quella di chi amiamo, per abbandonare un Paese.

Altre volte basta essere giovani, pieni di sogni da realizzare, con poche responsabilità e un goccio di spensieratezza in più.

Qualsiasi sia la tua esigenza, è la speranza che aiuta ad assecondarti. Perché stai sperando in una vita migliore, diversa. Magari una vita che stupisce, che stimola e che ti porta lontano da dove sei.

Io avevo costruito una vita intera a Edimburgo: lavoro, amore, amicizie e svaghi. Cosa volevo ancora? 

Eppure non basta il lavoro per essere felici. Non bastano nemmeno un luogo, un partner o gli amici migliori del mondo. La felicità non è una quantità di cose, un numero. Non è riempire il sacco: più è pieno, più sarò riccə e felice. Non funziona così.

Sono stata criticata per aver scelto di lasciare Edimburgo. Volevano capire cosa non andasse improvvisamente più.

Ma non c’era niente da capire e niente che non andava. Nella vita possono nascere esigenze diverse e bisogna saperle accogliere e ascoltare.

Conosco italiani che rimangono, perché gli è stato insegnato che bisogna sopportare e ignorare. Perché la società ci dice di resistere, davanti a una condizione di sofferenza. Non vorrai mica arrenderti? Ma forse si arrende proprio chi resta.

Ho capito che si vive in tanti modi. Io ho scelto il mio e sono grata per essermelo concessa. Ancora una volta.

Se stai pensando di trasferirti a Edimburgo, sappi che offro anche consulenze private personalizzate. Puoi scrivermi qui, sarò felice di aiutarti!

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Ciao, il mio nome è Camilla e vivo all'estero da 7 anni. Ho creato questo blog per raccontarti la mia storia e aiutarti nella tua evoluzione personale lontano da casa.
Vivere all'estero ha cambiato radicalmente la mia percezione della realtà, proiettandomi verso la vita che volevo ma che non avevo il coraggio di sognare.

Oggi offro consulenze private per aiutare le anime sognanti a trovare il loro spazio all'estero.

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